Da Torgiano a Corciano si elogiano il brio e l'arte in ogni sua forma: arti visive, teatro,...
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Amalfi e la Costiera


L'itinerario per inoltrarci in questo stupendo territorio che l'UNESCO ha annoverato fra i patrimoni dell'umanità parte da Cava dei Tirreni ove è duopo visitare l'antichissima Abbazia benedettina dell'Ordo Cavensis che, intitolata alla Santissima Trinità, costruita intorno al 1020, ma ristrutturata nel settecento, conserva importanti emergenze artistiche fra cui un bassorilievo di Tino da Camaino ed altre opere trecentesche. Nel museo bellissimi dipinti seicenteschi di Luca Giordano. Fedelissima al Re Francesco d'Aragona festeggia ancor oggi, nell'ultimo fine settimana di luglio, il "Palio dei Trombonieri" ove, in costume d'epoca, viene rievocata la battaglia contro gli angioini che salvò la vita al sovrano attirato in un'imboscata. La vicina Vietri, a strapiombo sul mare, è caratterizzata dalla inconfondibile cupola in maiolica della seicentesca chiesa di San Giovanni Battista. Ceramiche e maioliche sono il simbolo di Vietri (Museo a Raito) da quando i Principi di Sanseverino ne sponsorizzarono la produzione, rinnovata nel novecento dai tedeschi Doelker, Kowalinska e Schwarz che ne mutarono l'immagine. Poco oltre Cetara, già insediamento saraceno, nota oltre che per la bianca spiaggia per la pesca del tonno (a fine luglio oggetto di una sagra) e per essere una delle tante località di questo paradiso ad essere stato trasformato in set cinematografico: Pietro Germi, nel 1970, vi ambientò "Le castagne sono buone". A Cetara è legata la "colatura delle alici", una tradizione culinaria che risale alla romanità. Si tratta del liquido ambrato che affiora dai barilotti durante la salatura del pesce azzurro. Raccolto e maturato al sole viene filtrato attraverso le alici che hanno terminato il periodo di salatura. La "colatura" è apprezzata dai più grandi gourmet (Nicole Kindman ne è una estimatrice). E' un condimento per verdure e zuppe. Piatto tipico cetarese linguine con colatura, olive, capperi,peperoncino, noci e succo di limone. Per alcuni si tratta di una variante del  "garum" dei romani, una salsa di intestini di pesce, vino, miele ed aromi.  A 2 km. Erchie, minuscolo borgo che si vuole fondato da Ercole, con belle spiaggette sovrastate dal torrione saraceno (1278). Nelle vicinanze la Badia di Santa Maria Olearia, formata da tre cappelle affrescate sovrapposte, una del X secolo, una dell'XI ed una successiva, prezioso esempio di romanico campano. E fra ginestre, mirto e rosmarini ben presto siamo a Maiori che presenta un aspetto moderno dovuto alla terribile alluvione del 1954. Prima del tragico evento Roberto Rossellini vi girò ben tre film: "L'amore" (1948), con Anna Magnani e Federico Fellini, la "macchina ammazzacattivi" (1952) e, nel 1953, "viaggio in Italia", con Ingrid Bergman e George Sanders. Ed è grazie a queste pellicole che possiamo conoscere come si presentava la millenaria località. Della gastronomia locale ricordiamo le "mulegnane c'a ciucculata" (melanzane fritte nella cioccolata con mandorle) . Minori, località balneare apprezzata dai romani, come dimostrano i resti di una villa del I secolo, è oggi meta prediletta del turismo inglese che indubbiamente gradisce anche i molti liquori artigianali locali. Ravello, nell'interno, si eleva di trecento metri sul mare, circondata dai Monti Lattari: Sorta nel VI secolo, presenta un bel Duomo del l'XI secolo riformato in forma barocca con un pergamo di Niccolò di Bartolomeo da Foggia (1272) ed un ambone di derivazione bizantina del 1130. Ma l'edificio più noto è Villa Rufolo (citata dal Boccaccio nel Decamerone), una serie di edifici dei secoli XIII-XIV ma rimaneggiati e riportati al pristino splendore dallo scozzese Lord Neville Reid nell'800, con un giardino dal quale si domina uno dei più fantastici panorami sulla costiera. Wagner, che vi era giunto a dorso di mulo, nel 1880,  fu colpito dalla bellezza dei luoghi e dal parco e vi ambientò i Giardini di Klingsor nel Parsifal. Ed in memoria della visita si svolge oggi, negli stessi luoghi, il "Festival di Ravello", dedicato alla musica classica ma non solo. E, prima di giungere ad Amalfi, Atrani, quasi un piccolo presepe napoletano raccolto attorno alla sua chiesa duecentesca (ove si eleggevano ed imberettavano i Dogi della repubblica), notissimo per la "Sagra del Pesce" (alici) che si svolge in agosto. A soli 700 metri Amalfi, allo sbocco della Valle dei Mulini, la più antica Repubblica Marinara, che, nell'XI secolo, importò dagli arabi la bussola fino ad allora sconosciuta. Gli amalfitani sono ben consci di vivere in paradiso: una scritta sotto i portici recita infatti: "gli amalfitani non vanno in paradiso perché ci sono da sempre". Questo attraente scampolo di eden é caratterizzato dal Duomo, citato nel IX secolo, ma ristrutturato nel X e nel XIII, in epoca barocca e nell'ottocento. Splendida la porta di bronzo, sbalzata in argento, fusa a Costantinopoli nel 1066 da Simone di Siria. Nella cripta sono conservate le reliquie di Sant'Andrea, qui trasportate dal Cardinale Pietro Capuano nel 1208 in occasione della IV Crociata. Dal 1304 dalle veneratissime ossa del Patrono stilla una sostanza, chiamata "manna", dal presunto potere taumaturgico, che viene raccolta e distribuita ai fedeli in boccettine. Bellissimo l'annesso Chiostro, detto del Paradiso, voluto, per dare degna sepoltura ai nobili locali, dall'Arcivescovo Filippo Augustariccio nel 1266. Assai suggestivo passeggiare nel centro storico, percorrere la coperta Via dei Mercanti o visitare l'antico Arsenale, uno dei rarissimi esempi di cantiere medioevale ove si può  ammirare la riproduzione di una galea, nave agile e potente, lunga 40 metri e spinta da 100 rematori. Ma pure da non perdere è la visita al Museo della Carta, allestito in una cartiera del XV secolo, a dimostrazione di questa fabbricazione importata dall'oriente intorno all'XI secolo che rese ricca la città. Qui nacquero infatti le prime cartiere nazionali i cui procedimenti di produzione sono rimasti uguali per moltissimi secoli. Gastronomicamente non possiamo dimenticare che nel vicino Monastero di Santa Rosa furono inventate le notissime "sfogliatelle", sia nella tradizionale versione con ripieno di semolino e ricotta, profumato con spezie, che nella variante "santarosa", con crema ed amarena. In zona , su terrazzamenti a strapiombo, chiamati giardini, viene prodotto il caratteristico limone "sfusato" (IGP) di Amalfi, dalla forma allungata e dal peso consistente, circa 100 grammi al pezzo. La sua buccia, ricca di olii essenziali e di acido ascorbico, da luogo alla preparazione del celebre "limoncello". Il nostro itinerario ora ci conduce a Conca dei Marini, amatissimo da Margaret d'Inghilterra, bianco borgo marinaro fra oliveti e limoneti, è conosciutissimo le per "grotta dello smeraldo", ricca di stalattiti e stalagmiti, con un bel presepe subacqueo in ceramica. Senza parole l'incanto del Fiordo di Furore, protetto dall'UNESCO. Antico borgo peschereccio ed industriale settecentesco, le cui case sono state trasformate in museo all'aperto grazie ai suoi "murales", vide gli amori di Roberto Rossellini ed Anna Magnani, durante le riprese del film "il miracolo", ed ancor oggi è visitabile la casetta dei loro incontri . Proseguendo incontriamo Praiano, sulla dorsale del Monte Sant'Angelo, con le accoglienti spiagge di Marina di Praia e Vettica Maggiore dalla cui piazzetta si gode una splendida vista sulla nostra ultima meta: Positano. Ardito agglomerato abbarbicato al monte, con edifici in stile barocco, che si vuole costruito dagli abitanti di Pestum in fuga dai saraceni. Affermatasi come aristocratica stazione di villeggiatura fù cara a Pirandello, Picasso, Bacchelli, Elsa Morante,Steinbeck, ma anche a stelle dello spettacolo come Liz Taylor , Richard Burton e Roberto Rossellini. Ispirata alle ripide scale che lo percorrono ed attraversano in ogni senso la famosa canzone di Roberto Murolo "scalinatella". Nel secondo dopoguerra è nato lo stile, la moda "di Positano", conosciuto in ogni luogo. Grazie ad un'inventiva senza pari ed a vivaci fantasie vengono creati capi di abbigliamento che portano nel mondo, oltre al nome della località, la grande capacità degli artigiani locali capaci produrre indumenti inimitabili. Set cinematrografico, nel 1994, di Norman Jewison per "Only-you-amore a prima vista", e de "il talento di Mister Riplay" (1999) di Antony Minghella, Positano non cessa di ammaliare chi vi si avvicina per la prima volta e di legare a se per sempre coloro che hanno avuto la ventura di conoscerlo. Alle spalle della marina la Parrocchiale di Santa Maria Assunta (pregevole tavola del XIII sec.). Ma da questo borgo si dipartono anche belle passeggiate come quella a Montepertuso, picco borgo caratterizzato da una spaccatura nella roccia , trapassata, da aprile giugno sia dai raggi del sole che della luna Delle locali prelibatezze ricordiamo solo i tanti tipi di liquori e di conserve ( liquori di arancio, mandarino, finocchio, fragoline, mirto e rose di bosco, oltre al classico limoncello, ma anche mandarini allo sciroppo, marmellate, paté ecc.). Il resto lo lasciamo scoprire a chi vorrà seguirci e percorrere la "strada più bella del mondo" con i suoi fantasmagorici scenari e le sue intriganti sorprese dietro ad ogni curva.

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